Ansia, Attacchi di Panico

Spesso può capitare di vivere un senso di disagio, preoccupazione o nervosismo che si impadronisce della persona e che per molti diventa un fattore costante della loro esperienza, fino ad interferire con la capacità di agire nel quotidiano. L’ansia non ha una funzione necessariamente “negativa”, ma ha un ruolo adattivo: ci aiuta ad individuare possibili minacce, ci permette di concentrare l’attenzione verso qualcosa di importante e di essere più performanti. Tuttavia, un’ansia eccessiva consiste nell’incapacità di controllare la preoccupazione, che si reputa sproporzionata per intensità, durata o frequenza rispetto alla realtà o all’impatto dell’evento temuto e si associa a tre o più dei seguenti sintomi: irrequietezza (sentirsi tesi, con i nervi a fior di pelle), affaticamento, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare e alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, o sonno irrequieto e insoddisfacente). Ciò che permette di tracciare un confine tra il patologico e la normalità è la dimensione eccessiva delle preoccupazioni e l’impatto negativo che generano sul funzionamento psicosociale e sulla quotidianità della persona.

In alcuni casi possono verificarsi episodi di attacchi di panico, crisi terrifiche che si caratterizzano per la sensazione di morte imminente, sensazione di impazzire, difficoltà nella respirazione e tachicardia. Il panico arriva inaspettato, a ciel sereno, rompendo repentinamente l’equilibrio omeostatico e la normalità della persona per alcuni minuti. La consulenza psicologica, pertanto, può intervenire su una condizione quanto mai difficile per l’individuo, favorendo l’esplorazione dei vissuti e dei conflitti emotivi nascosti dietro l’attacco di panico, incentivando la possibilità di poterli fronteggiare.

Una psicoterapia ad orientamento corporeo, dunque, nel disturbo da attacco di panico appare strumento privilegiato d’intervento poiché, se la descrizione dei vissuti psicologici è spesso generica e appare una certa difficoltà ad individuare le emozioni, sono invece chiare e descritte minuziosamente le manifestazioni corporee. Tali manifestazioni non sono altro che una chiara forma di comunicazione e rappresentano, quindi, il “linguaggio del corpo”.

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